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André the Giant | OBEY







Gomma

 

Parvenza di disciplina sportiva e vero circo, il wrestling o catch divenne un fenomeno televisivo in Italia, a cavallo tra gli anni '70 e '80.
La piccola Telesanterno iniziò a diffondere in Emilia-Romagna gli incontri del campionato giapponese, nei quali le stelle erano gli autoctoni Antonio Inoki e Tiger Man ... e i cattivi erano gli americani come Hulk Hogan [ 1 ] ( che frequentò i ring del Sol Levante per qualche anno ) ed altri biondi.
Poi il business wwf (world wrestling federation ) venne irradiato dalla Fininvest e anche le casalinghe - per un certo periodo - potevano riconoscere gli atleti più famosi : Dan Peterson ( già allenatore di successo nel basket italiano, a Bologna e Milano ) era il commentatore n. 1 degli incontri.
Una buffonata esageratamente maschia fino al cattivo gusto e un bel po' stupida, certo, che io e i compagni di classe dell'E. Fermi consumavamo con il piacere libertino del vezzo ozioso e stravagante (contrapposto al serioso studio delle materie umanistiche e scientifiche ).
Ricordando questi bambolotti a sovradimensione umana e ipernutriti ( succedanei delle lotte tra Big Jim e nemici ... o - meglio - tra micronauti ) e gli incontri memorabili [ 2 ] tra i colossi André the Giant e Hulk Hogan ( spesso finiti in mera rissa e con il gong di squalifica per entrambi ) nel giro del wresting professionistico, dal Giappone agli Stati Uniti ...


She's in parties









1

Questo è stato l'ultimo singolo dei Bauhaus ( 1983 ) prima dello scioglimento ... considerato sacrale dai fan del periodo d'oro del gotico post-punk, non mi meravigliano i commenti adirati alla cover cantata dalla estone Kerli Kõiv [ 3 , 4 ] nell'omonimo EP di esordio ( 2007 ).
Eppure.
Se leggete bene il testo del pezzo, sembra fatto su misura per l'icona nordica del dancefloor che cercava di uscire dagli schemi.
{ poi è rientrata nelle regole della peggiore musica commerciale ( ma questo è un discorso a parte ) }.


Dark & dark-room







Ieri e oggi

Camminavamo per via Indipendenza, chiacchierando di vari argomenti, quando l'amico Brian Ovo mi tira fuori una riflessione sui fenomeni giovanili degli anni '80 ... dark ... punk ... e la loro evoluzione, fino alle darkroom embeddate nei club dei giorni nostri, quasi una regola.
Gli ho detto : “forte quest'analisi, scrivila !”.

Lui l'ha fatto e bene, confrontando ieri e oggi con sguardo lucido, senza la patetica malinconia di chi c'era allora, e sudava in oscuri garage reciclati come discoteche di tendenza ...

( curiosità : solo nel Belpaese, abbiamo chiamato “dark” questa subcultura, mentre nel resto del mondo è definita come goth ).